Cosa succede a chi mangia troppi legumi? Ecco la verità

I legumi sono spesso consigliati nell’ambito di una dieta sana. Ricchi di proteiene vegetali, benefiche per il cuore come dimostrato da diversi studi in questi anni, sono un’ottima fonte di fibre, nonché di minerali. Quando li si chiama in causa, però, è molto importante soffermarsi sul consumo responsabile, fondamentale per il benessere.

Nell’ambito di una dieta equilibrata – consideriamo come riferimento lo schema di quella mediterranea – il consumo di legumi è consigliato, salvo controindicazioni mediche, dalle 3 alle 5 volte. Cosa succede se si eccede? Nelle prossime righe, vediamo assieme la risposta a questo interrogativo. Come sempre, l’invito che facciamo è quello di consultare un nutrizionista di fiducia prima di mettere in atto qualsiasi cambiamento relativo al prorio regime alimentare.

Cosa succede a mangiare troppi legumi?

I legumi hanno, come già detto, diverse proprietà benefiche. Nonostante questo, quando si eccede con il consumo a tavola si può avere a che fare con diversi effetti collaterali. Tra queste rientrano le problematiche relative all’assorbimento di minerali come il ferro, messo a dura prova dall’assunzione di quantità rilevanti di antinutrienti, fitati e tannini innanzitutto. Ricorda in ogni caso che, per ridurre la loro quantità, l’ammollo è un alleato a dir poco prezioso.

Eccedere con i legumi può comportare problematiche pure a livello digestivo. In questo caso, bisogna puntare il dito sulla ricchezza in carboidrati complessi e oligosaccaridi, la cui presenza comporta un aumento dell’accumulo di gas a livello intestinale. Il risultato? La digestione rallentata e una fastidiosa sensazione di gonfiore. Non è un caso che, quando qualcuno soffre di meteorismo, scherzando gli si chieda se ha mangiato troppi fagioli! Nello specifico, quando ci si lascia prendere troppo la mano con i legumi a tavola il gonfiore addominale è associato alla flatulenza.

Mangiare troppi legumi fa ingrassare?

Mangiare troppi legumi – sarebbe opportuno chiedersi troppi sulla base di cosa, dato che ogni persona è unica con le sue esigenze alimentari – non fa ingrassare più di quanto non facciano alimenti caratterizzati dal medesimo apporto energetico (siamo attorno alle 110 calorie all’etto di prodotto crudo). Tutto dipende, oltre che dalle quantità, da aspetti come il condimento e gli altri alimenti inclusi nel pasto. Essenziale è ricordare anche l’impatto che ha, sull’intake calorico, il modo in cui vengono trattati:

  • I legumi secchi sono mediamente più calorici
  • In barattolo e nel cosiddetto liquido di governo, vedono ridursi la loro densità nutrizionale.
  • Il motivo, nel caso appena citato, è da ricondurre all’assorbimento di una blanda quantità di acqua.

Come accennato all’inizio dell’articolo, è importante rivolgersi a un nutrizionista per gestire al meglio le porzioni a seconda delle delle proprie scelte alimentari. Nel caso di una dieta vegana, per esempio, il consumo di legumi può essere anche quotidiano, tenendo però conto del fatto che, già con un bicchiere di latte di soia al mattino, è già stata consumata una porzione.

In generale, i legumi andrebbero consumati secchi. Questo non vuol dire che, al bisogno, quelli in scatola siano da demonizzare. A differenza di quello che pensano molti, infatti, non sono caratterizzati dalla presenza di conservanti per il semplice fatto che non serve che ci siano: la chiusura adeguata delle confezioni e il lavoro ad alte temperature bastano.

Lascia un commento