Il pesco è un tipo di albero apprezzato sia per la qualità del legname ma anche più comunemente parlando, per il sapore dei frutti che sviluppa, riconocsibili dal vistoso nocciolo centrale e dalla polpa zuccherina. Il pesco è anche un albero sorprendentemente duttile, prolifico senza troppe cure specifiche ma che necessita di una potatura. Quando potare il pesco è essenziale come informazione da ricordare.
Un pesco non curato e non potato crescerà in maniera esageratamente indiscriminata e questo comporta un ingombro eccessivo ma anche una potneziale frequenza maggiore di malattie che potranno attaccarsi alle parti inutili e secche di un albero estremamente comune, magari più di quanto ci aspettiamo. Decidere quando è essenzialmente fondamentale.
La cura del pesco
Fa parte della famiglia delle Drupacee, che ha degli stadi temporali particolarmente diversificati, il pesco generalmente non ha bisogno di un singolo tipo di potatura, che viene determinata anche e soprattutto dall’età della pianta. Come altre Drupacee come il susino o il mandorlo o ancora il ciliegio la potatura deve essere diversa da quando l’albero è molto giovane fino alla maturazione.
La potatura di formazione va eseguita almeno una volta l’anno nei primi anni di vita dell’albero ed è soprattutto estetica, atta ad adattarsi al contesto, e deve dare una forma alla pianta. Quella successiva invece viene suddivisa in due sezioni abbastanza specifiche di un intero anno, queste vanno effettuate quando l’albero ha almeno 3 o 4 anni di vita in poi.
Come e quando potare
Tra le potature di produzione che servono a migliorare la fertilità in termini fruttiferi del pesco, spiccano la potatura verde e quella secca, che hanno velleità molto diverse e vanno quindi considerate come interventi sempre legati alla rimozione di alcune parti ma che sono differenti per costituzione e soprattutto tempistica, come vedremo:
- La potatura verde – da effettuare durante l’estate, e si sviluppa soprattutto eliminando le sezioni sul tronco, come polloni e succhioni che servono alla pianta per riprodursi e sviluppare nuovi rami. Questi però vanno eliminati ed accorciati così da permettere al pesco di concentrarsi sui rami già presenti durante questo periodo è anche utile eliminare il fogliame in eccesso che impedisce la penetrazione dei raggi solari
- La potatura secca – E’ da effettuare quando la pianta è meno produttiva anzi attraversa una fase di “dormienza” prevalentemente da ottobre fino a metà febbraio. Questa è più radicale, e serve ad eliminare tutte le parti marce, secche, non più produttive
Vanno eliminati tutti i rami che si sviluppano in senso eccessivamente verticale, quelli senza gemme o che sono direzionati verso l’interno o che sono troppo vicini ad altri. Quelli invece che sono troppo lunghi vanno semplicemente cimati, evitando di sviluppare tagli troppi radicali e perpendicolari, meglio tagliare con le cesoie sempre in senso diagonale, con un’inclinazione di circa 45 gradi.
Bisogna sempre ricordare di non potare eccessivamente ed evitare di tagliare rami durante la raccolta, che è la fase più delicata: effettuando questa operazione troppo spesso ed in modo indiscriminato andremo ad eliminare la pianta. Se abbiamo sviluppato tagli presso rami di una dimensione importante è bene applicare della soluzione cicatrizzante sulle parti tagliate.